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L’attività di laboratorio assume in Informatica un’importanza fondamentale. Infatti da un lato consente esperienze che preparano l’acquisizione dei concetti informatici, dall’altro lato permette all’allievo di valutare autonomamente il proprio operato. Lo studente deve mantenere una visione di insieme sugli strumenti disponibili (word processor, sistemi di basi di dati, fogli elettronici……) scegliendo di volta in volta, quelli più idonei al trattamento dei dati del problema. In tal modo si svilupperanno le competenze relative all’interazione tra ambienti software differenti.

Si ribadisce qui la necessaria compresenza e complicità nella scelta del percorso da seguire, perché l’attività pratica del laboratorio costituisce attività principale nel Mercurio. La sintonia tra la programmazione iniziale e la scelta del percorso da seguire e la compresenza in laboratorio deve essere totale. Spesso si creano proprio qui difficoltà tra esperienze e provenienze diverse di insegnante e ITP. Considerando che è proprio compito dell’ITP l’insegnamento della parte pratica della materia, si auspica una più stretta interazione nell’ottica della compresenza.

I vari software presentati nei vari percorsi devono essere scelti cercando possibilmente di tenere sempre aggiornati i software e la dotazione di programmi e la strumentazione dei laboratori. Per questo sarebbe auspicabile l’uso più ampio possibile di software open source con la consapevolezza dei problemi di adattamento iniziale verso altri linguaggi e piattaforme, risolvibile però in un ottica di sperimentazione da fare nei primi anni insieme agli alunni in un rapporto di collaborazione orizzontale con essi anziché gerarchico.

Le nuove tendenze tecnologiche del web poi richiedono la necessità di avere a disposizione grandi spazi web con domini di secondo grado ed estensioni di vari linguaggi per poter testare on line le applicazioni dinamiche e le aree di progetto create nel corso dell’ultimo anno. L’importanza della disponibilità di spazi web è stata finora sottovalutata, ma considerando i costi sempre più bassi e l’innumerevole quantità di offerte oggi disponibili sul mercato, questa soluzione richiede esborsi annui abbastanza contenuti rispetto ai costi delle licenze di alcuni software oggi in uso nelle scuole.

La disponibilità ormai standard di grossi dischi fissi invece risolve già da sé il problema dell’installazione di più piattaforme operative sulle macchine: partizionamenti e sistemi autoinstallanti facilitano oggi molto la predisposizione dei software nei laboratori.

Altro punto cruciale: la disponibilità sempre più diffusa di software open source didattico con la possibilità di sperimentare ed implementare reti e tipologie di prodotti altrimenti insostenibili finanziariamente per la scuola.


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