
Le trasformazioni intervenute negli ultimi anni nei paesi industrializzati hanno determinato grandi mutamenti nel sistema produttivo. Le nuove tecnologie, introdotte per ottimizzare i fattori produttivi aziendali (capitale, lavoro, energia), hanno imposto alle imprese quote di investimento sempre maggiori in “capitale immateriale” (informazione, ricerca, conoscenza). La telematica è quella scienza che ha rivoluzionato il modo di concepire l’azienda, di organizzarne la struttura e il funzionamento. Oggi le aziende hanno l’esigenza di poter disporre di giovani forniti di cognizioni tecniche facilmente rinnovabili e di una buona conoscenza di strumenti informatici e della loro implementazione.
Le innovazioni tecnologiche si susseguono e lo stesso modo di concepire il computer è in costante cambiamento e tutto quello che è stato “versato” nella testa dello studente, diventa obsoleto entro il diploma. Oggi per preparare gli studenti in un mondo che cambia più rapidamente di quanto siamo abituati, per effetto delle tecnologie, è importante costituire un corso di informatica che sappia registrare i mutamenti che il progresso tecnologico sta offrendo e nello stesso tempo sappia cogliere i nodi concettuali che rimangono costanti al di là di specifici modelli hardware o di nuovi strumenti software.
In tutti questi cambiamenti, infatti, ci sono alcuni aspetti che permangono e che possono diventare patrimonio nella formazione del programmatore moderno quali:
i principi della programmazione strutturata
l’importanza del lavoro ordinato nella metodologia e nella documentazione
la definizione dei modelli dei dati
l'introduzione al paradigma object-oriented
l’interfacciamento tra piattaforme diverse e software diversi.
L’azione formativa deve pertanto tendere a formare persone capaci di muoversi in un ambiente automatizzato, agire con un approccio progettuale e sistemico, operare con un buon grado di autonomia, assumere decisioni consapevoli e comportamenti flessibili, di analizzare prodotti informatici rapportando le singole prestazioni ai bisogni del committente.
Anche se la figura professionale del ragioniere programmatore ha trovato, in questi anni, soddisfacente collocazione nelle posizioni di lavoro informatico-gestionale confermando la validità delle scelte di fondo che caratterizzano l’indirizzo, tuttavia, l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni e in maggior misura quella dei prossimi anni, assegna il compito della programmazione a figure professionali con una più accentuata preparazione specifica.