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datamanager.it : Istat: l'Ict nei comuni italiani
Inviato da : Submit_News Lunedì, 31 Luglio 2006 - 19:21    [ Edit ] [ Delete ]
 

In armonia con quanto definito e auspicato in sede europea dai programmi E-europe e dagli obiettivi italiani di legislatura in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), l’indagine Istat si colloca nell’ambito del sistema delle statistiche nazionali sulla società dell’informazione.

L'Istat ha presentato i principali risultati della rilevazione sperimentale sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei comuni italiani inclusa nella più ampia indagine sulle principali pubbliche amministrazioni locali.



I dati raccolti si riferiscono agli anni 2004-2005 e riguardano gli aspetti organizzativi della gestione delle tecnologie nell’ambito delle strutture comunali, le principali dotazioni tecnologiche e l’utilizzo che i comuni ne fanno in relazione ai propri processi di produzione e all’offerta di servizi all’utenza.

Nel dettaglio nel 2005 il 16,2% dei comuni italiani ha dichiarato la presenza di uno o più uffici autonomi di informatica nell’ambito della propria struttura organizzativa, con una distribuzione molto variabile dal punto di vista territoriale: in particolare in Toscana (38,6 per cento) e in Emilia-Romagna si sono rilevate le percentuali più consistenti rispettivamente del 38,6% e del 31,5%. Più limitate invece nella rovincia autonoma di Trento (5,0%) e fra i comuni della Valle d’Aosta (3,0%). I dipendenti addetti alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (dipendenti Ict) sono mediamente l’1,4% del totale dei dipendenti e non presentano marcate differenze territoriali.

Per quanto riguarda la formazione, il 20% dei comuni ha organizzato, nel 2004, corsi di formazione su tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Nel dettaglio si rileva che l’88,9% dei comuni organizza corsi di livello avanzato e l’87,6% corsi di base. Nel complesso la quota di dipendenti che hanno seguito corsi di formazione in Ict sul totale dei dipendenti è pari all’8,9%. Ad eccezione dei comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta, i comuni delle regioni del Nord tendono a formare in Ict quote di dipendenti superiori alla media nazionale.

Quanto alle funzioni Ict gestite dalle amministrazioni comunali, la modalità di gestione più frequente è generalmente l’outsourcing. In particolare, tale modalità è rilevante per le funzioni di gestione e manutenzione hardware e gestione e manutenzione software, a cui ricorrono, in modo esclusivo, rispettivamente il 70,5% e il 68,8% delle amministrazioni comunali. Circa la metà dei comuni esternalizza, inoltre, le funzioni di sviluppo software (50,5%), di gestione di reti telematiche (51,8%) e di gestione di sistemi (49,9%).

Infine, tra le funzioni Ict meno presenti nelle amministrazioni comunali vi sono gli studi e progettazione e il data entry, entrambe assenti in oltre la metà dei comuni.

Per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche e il loro utilizzo presso le amministrazioni comunali nel 2005, si rileva innanzitutto che il ricorso a sistemi informatici basati su Mainframe è ormai piuttosto limitato, anche se questa tecnologia viene ancora usata dal 10,0% dei comuni. Circa il 73% dei comuni, invece, ricorre a tecnologie client/server. Per quanto riguarda altre tipologie di strumentazioni tecnologiche, significativa (22,8%), la percentuale di comuni dotati di lettori di carte elettroniche (smart card). L’utilizzo di Sistemi Informativi Geografici (GIS) è diffuso nel 21,3% dei comuni italiani mentre, si mostra più consistente l’utilizzo fra i comuni di sistemi CAD (Computer Aided Design): ben il 47.6% dei comuni italiani dispone di tali software e strumentazioni.

Nelle amministrazioni comunali vi sono in media 67,4 personal computer desktop o portatili ogni 100 dipendenti.

Passando a considerare il grado di “connettività interna” delle singole amministrazioni, nel 2005 l’89% dei comuni disponeva di reti locali (Lan) di cui, l’11% con utilizzo di tecnologie senza fili (wireless). Circa il 30% dei comuni dichiara di disporre di una rete Intranet.

L’utilizzo di sistemi di posta elettronica è pressoché totale dal momento che il 98,1% dei comuni italiani dispone di sistemi di questo tipo, con percentuali prossime alla media nazionale in tutte le regioni. La posta elettronica risulta utilizzata dalle amministrazioni più frequentemente su un dominio istituzionale (67,8% dei casi). Soltanto il 19,5% dei comuni dichiara di utilizzare la posta elettronica certificata per lo scambio di documenti elettronici con valenza legale.

Per quanto riguarda, invece, la sicurezza informatica quasi tutte le amministrazioni (95,7%) prevedono la disponibilità di software antivirus con aggiornamento frequente. Meno abituale l’utilizzo di firewall (57,3% dei comuni), con una maggiore propensione all’uso da parte dei comuni della provincia di Bolzano, dell’Emilia-Romagna, Veneto e Toscana; di contro, il ricorso a tale tecnologia appare più ridotto fra le amministrazioni comunali del Molise e del Piemonte. Sempre nell’ambito delle procedure di protezione informatica, risulta in generale contenuta (11,4%) la percentuale di comuni dotati di Server sicuri - SSL (Secure Socket Layer).

Per quanto riguarda il ricorso all’open source, in media il 25% dei comuni utilizza soluzioni di questo tipo nei propri sistemi informatici. Tra questi, il 63,1% adotta soluzioni open source con riferimento a sistemi operativi su server, il 42,3% per la posta elettronica, il 38,7% per applicazioni di office automation e il 38,4% per software di sicurezza informatica.

L’uso di applicazioni informatiche e basi di dati mediante reti telematiche appare diffuso fra le amministrazioni comunali in maniera consistente per l’Anagrafe e Stato civile (65,8%), la gestione della contabilità (63,4%), il protocollo (61%), la gestione di tributi (56,8%) e dei pagamenti (56,5%).

Nel 2005, l’adozione del protocollo informatico, secondo quanto previsto dal DPR 445/2000, è presente nel 79,3% dei comuni italiani, con le quote più elevate fra i comuni del Veneto e dell’Umbria (circa il 94%), mentre le percentuali più basse si registrano fra i comuni delle Province autonome di Bolzano e di Trento (rispettivamente 43,0 e 44,8%).
Con riferimento ai livelli di implementazione del protocollo informatico previsti dalla norma, nel complesso risulta che il 61,3% dei comuni ha realizzato, a tutto il 2004, soltanto lo stadio base, ovvero il nucleo minimo, mentre un ulteriore 9,5% ha anche adottato soluzioni informatiche di gestione documentale e solo l’8,6% delle amministrazioni comunali ha raggiunto il grado più elevato di utilizzo del protocollo informatico consentendo l’intera gestione del workflow documentale.

La connettività esterna della amministrazioni comunali e, in particolare, il collegamento a Internet, è pressoché totale; tuttavia soltanto il 32,1% dei comuni dispone di collegamenti broadband.
Le connessioni a Internet dei comuni sono assicurate nel 69,1% dei casi tramite un provider privato, mentre il 41,1% utilizza anche il collegamento con reti pubbliche territoriali.

Le connessioni telematiche esterne sono impiegate frequentemente dalle amministrazioni comunali per l’utilizzo di servizi forniti da altre pubbliche amministrazioni per lo scambio di dati, informazioni, documenti o applicazioni informatiche.
Fra i servizi telematici forniti da amministrazioni pubbliche centrali, i più utilizzati dai comuni sono quelli dell’Agenzia delle Entrate relativi alle comunicazioni di variazioni anagrafiche, utilizzato dal 70,3% delle amministrazioni comunali, e il servizio di interrogazioni di dati anagrafici e di residenza dei contribuenti che il 66,9% dei comuni dichiara di usare abitualmente.

Riguardo all’analisi del ricorso a procedure di acquisizione elettronica di beni e servizi, l’e-procurement, risulta che tale modalità di acquisto, sembra ancora poco utilizzata dai comuni (6,2%), mentre per quel che riguarda l’utilizzo da parte dei comuni di strumenti tecnologici per fornire servizi telematici a famiglie, imprese e istituzioni e realizzare le politiche di e-government, si rileva che lo strumento principale dei comuni è il sito Web istituzionale, la cui presenza nella rete Internet si riscontra nel 65,9% dei comuni, con una diffusione particolarmente elevata in Emilia-Romagna, Basilicata e Toscana.

Fra le amministrazioni con un proprio sito Web, il 23,4% offre esclusivamente informazioni generali sull’amministrazione e su servizi senza alcuna interazione con l’utenza. La maggior parte (67,9%) dei comuni presenti in Internet con il proprio sito istituzionale, consente agli utenti di acquisire elettronicamente la modulistica relativa a servizi comunali e, nel 54,8% dei siti rilevati, tale funzionalità è anche associata alla fornitura di informazioni di supporto sui singoli servizi.

 

 

 

.http://www.datamanager.it/articoli.php?idricercato=15691


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